23 maggio 2016

AMP Capo Testa - Punta Falcone: Piccole modifiche ma niente pescasub

AMP Capo Testa - Punta Falcone: Piccole modifiche ma niente pescasub
Il 19 maggio scorso si è svolta l’assemblea pubblica con la quale l’ISPRA e l’amministrazione di Santa Teresa Gallura hanno presentato la proposta definitiva di zonizzazione dell’istituenda Area Marina Protetta di Capo Testa - Punta Falcone. Della contro-proposta che FIPIA ha contribuito a redarre è stata accolta, soltanto parzialmente, la richiesta di ricavare qualche spazio dove la pesca in apnea fosse permessa.

I tecnici del ministero hanno chiarito fin da subito che, come criterio generale, piuttosto che introdurre delle zone D per permettere l’accesso ai pescasub, si preferisce ridurre l’estensione delle acque sottoposte a tutela. I confini sono così stati leggermente ridotti sia a est che a ovest. Rigettata in toto la nuova proposta di zonizzazione sia perché le zone indicate non risultano corrispondenti alle valenze ambientali riscontrate dagli studi dell’ISPRA e sia perché ritenuta eccessivamente frammentaria e quindi di difficile comprensione da parte del fruitore della riserva.

L’assemblea è stata indubbiamente poco partecipata (una sessantina di persone), indubbio segno che l’iter istitutivo non subirà grandi scossoni. L’opposizione in consiglio comunale ha proposto la possibilità di ricorrere allo strumento referendario in modo che la comunità possa esprimersi direttamente sul tema. Da parte sua il sindaco ha ribadito come il referendum, pur previsto e disciplinato dallo statuto comunale, resti un atto dal valore esclusivamente consultivo.

Fipia ha fatto quanto possibile nel prestare consulenza, appoggio e coordinamento in questa ennesima battaglia per la difesa della pesca in apnea. Tuttavia non può però fare a meno di notare come l’appoggio della categoria, nonostante la contro-proposta di zonizzazione sia stata adeguatamente messa in risalto da media e siti di settore, con anche la richiesta di inviare una e-mail di sostegno direttamente al sindaco teresino, sia stato del tutto insignificante e ridotto alle poche decine di pescatori direttamente coinvolti perché residenti o turisti affezionati.

Fino a quando il pescasub medio si muoverà solo per difendere il mare sotto casa, mentre per quello del vicino non sarà neppure capace di inviare una semplice e-mail, ogni tentativo di essere presi in considerazione durante l’istituzione di una AMP resterà vano.
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