25 febbraio 2017

Tonno rosso 2017

Ancora piccole manovre di sottogoverno

Tonno rosso 2017

Nel 2016 all’Italia era stata assegnata una quota prelevabile di tonno rosso di 2752,56 ton. 

Lo 0,47% di questa quota, pari a 12,9 tonnellate, è stato assegnato alla pesca ricreativa, quota divisa tra le 6000 licenze rilasciate.

Il periodo di pesca era fissato dal 16 Giugno 2016 al 14 Ottobre 2016.

La pesca ricreativa è stata però chiusa il 27 luglio per raggiungimento della quota assegnata.

Per il 2017 è stata assegnata all’Italia una quota di 3.304,82 ton., per il momento mantenendone invariata la redistribuzione.

In generale, sulla gestione delle quote di tonno rosso redistribuite e sul loro destino, invito a rivedere i servizi televisivi di Michele Santoro e quelli di Riccardo Jacona.
In sintesi, la gran parte delle 3.304,82 tonnellate assegnate all’Italia per il 2017 saranno ancora una volta mangiate (via Malta) dai giapponesi. Ma al nostro Paese cosa resta oltre al lavoro stagionale per gli addetti di questa pesca?

Al momento ci sono in atto diverse azioni tese ad accaparrarsi le 600 ton. in più rispetto alla quota del 2016.  E’ però certo che di queste 600 ton. non ne arriverà neanche una alla pesca ricreativa, anzi, con una nuova risoluzione presentata in Commissione Agricoltura (7-01186 pag 13) di cui è prima firmataria la deputata Venittelli (PD), si chiede di limitare ad un solo esemplare/anno per imbarcazione la quota prelevabile dalla pesca ricreativa.

Dietro la deputata Venittelli e al PD ci sono probabilmente altri poteri: ma quali sono questi poteri a cui il PD soggiacerebbe, visto che la pesca del tonno viene condotta da un numero esiguo di addetti? Non sono certo i voti dei pescatori che il PD sta cercando. La sua politica sembra essere "succube" di poteri a noi oscuri, cioè quelli che potrebbero celarsi dietro ai pescatori e alle loro associazioni.
Non dimentichiamoci che il PD è stato, ed è ancora, il massimo promotore della "licenza a pagamento" p
er la pesca ricreativa (On. Oliverio PD), ancora una volta tesa a favorire le associazioni della pesca professionale.

Un piccolo inciso: quel modesto prelievo della pesca amatoriale (lo 0,47 %) sarà sicuramente consumato nel Bel Paese, tenendo anche viva un’economia di filiera che va dalla produzione delle attrezzature per la pesca sportiva/ricreativa, alla nautica da diporto, al turismo dedicato, all’editoria specializzata.

Speriamo che alla prossima occasione di voto si possa scegliere quali rappresentanti vorremmo in Parlamento. 

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