Nella seconda parte del 2012 inizieranno le attività didattiche di pesca in apnea della F.I.P.I.A.
Gli indirizzi emergenti per una pesca in apnea ricreativo/amatoriale etica e sostenibile ci hanno imposto di affrontare questa strada. Non solo: da diversi anni in ambiti ministeriali viene discussa l’opportunità di istituire una licenza per la pesca in mare e aprire parte delle AMP a pescatori in apnea tesserati e brevettati FIPSAS.
In questo scenario incerto si collocano anche alcune proposte che puntano all’introduzione più generalizzata di qualche forma di abilitazione per praticare la pesca in apnea ricreativa.
Così come siamo ancora convinti che il “censimento” sia stato un’inutile spesa di denaro pubblico a fronte di risultati privi di significato, siamo convinti che la pesca in mare ricreativa dovrebbe continuare a essere libera e gratuita.
Chiunque ritenesse il contrario dovrebbe aprire un dibattito pubblico a viso aperto con tutti i pescatori in mare. Lo dicemmo quando fu lanciato il “censimento” che avremmo preferito aprire da subito il dibattito sull’opportunità di introdurre licenze, tasse e brevetti. Sarebbe stata un’occasione di riflessione collettiva a fronte di un corpo normativo sulla PIA e sulle aree marine vincolate (Parchi, AMP, ecc.) che sembra gravare solo sui pescatori onesti e non riesce a colpire i disonesti.
La F.I.P.I.A. si è costituita per dare voce e rappresentanza ai PIA che non si sono sentiti sufficientemente tutelati dalle organizzazioni preesistenti; organizzazioni che a tutt’oggi, dalle loro posizioni di storico privilegio e scarso consenso popolare, puntano a legiferare in totale assenza di confronto.
Lanciando una didattica di pesca in apnea vogliamo rispondere alle richieste avanzate da molti giovani soci e offrire un’opportunità in più a chi si avvicina alla pesca in apnea. Un nuovo modo di affrontare questa attività con un indirizzo volto alla sicurezza individuale e collettiva ed alla sostenibilità del prelievo.
Allo stesso tempo, come abbiamo già detto, vogliamo essere presenti se si parlerà di introdurre licenze e/o qualche forma di “attestato” per il rilascio di eventuali permessi di pesca. Non intendiamo più lasciare campo libero a chi ha consentito la ghettizzazione dei pescatori in apnea.
Se qualche organizzazione ritiene sia giusto introdurre l’obbligo di un brevetto per praticare la PIA, oppure pagare una licenza per pescare in mare, o entrambi per accedere alle zone periferiche delle AMP, ne parli a tutti e faccia delle proposte: vorremmo solo che lo facesse dopo aver preso l’impegno a non puntare a essere l’esattore di eventuali gabelle/permessi/licenze e a non voler essere egemone nel rilascio di “attestati”.
Obiettivo dei corsi
I corsi per l’ottenimento del “brevetto F.I.P.I.A. di pesca in apnea” forniranno solo le basi per lo sviluppo delle capacità di apnea e venatorie; capacità che dovranno essere migliorate con successivi approfondimenti, acquisendo esperienza individuale, mediante una pratica assidua nel tempo.
In sintesi, il “brevetto F.I.P.I.A. di pescatore in apnea” certificherà che il brevettato è in grado di affrontare la pratica della pesca in apnea conoscendone:
- le norme che la disciplinano,
- i principi di sicurezza individuale,
- le pratiche di rianimazione e primo soccorso,
- i principi apneistici e venatori sui quali impostare il processo di miglioramento,
- le regole per maneggiare gli attrezzi da pesca con efficacia e in sicurezza
- i principi etici e di sostenibilità ambientale promossi da F.I.P.I.A.
Dal punto di vista organizzativo, il primo passo sarà indirizzato alla formazione di un corpo docente, ovvero gli Istruttori di pesca in apnea. I corsi per il titolo di Istruttore FIPIA di pesca in apnea, saranno tenuti sotto la guida di Mario Taglianetti, Direttore Didattico della F.I.P.I.A.
Ogni corso avrà durata di 30 ore ripartito tra attività teoriche e attività pratiche in acque confinate e acque libere.
I partecipanti che conseguiranno il titolo di “Istruttore F.I.P.I.A. di pesca in apnea” potranno svolgere l’attività di Istruttore dopo aver sottoscritto il contratto di collaborazione con FIPIA e aver accettato di seguire gli standard per tenere i corsi brevettanti.