DEFINIZIONE:
Se fate una ricerca sul significato di AMP, la definizione più appropriata che troverete è la seguente:
“Qualsiasi area del dominio marino, comprendente le acque, la flora e la fauna, le caratteristiche storiche e culturali che sia preservata da provvedimenti legislativi con l’intento di proteggere parzialmente o totalmente l’ambiente in oggetto”.
Quindi le AMP nascono con l'obiettivo di salvaguardare e ripopolare ambienti marini di particolare interesse per contrastare l'azione di degrado che deriva dai comportamenti più o meno legali dell'uomo tramite accessi, regolamenti e restrizioni di natura legislativa, e quindi mantenere l'integrità degli habitat marini e la biodiversità delle specie ittiche.
Le aree marine protette istituite sin ora in Italia sono attualmente 30 e coprono una superficie intorno ai 200.000 ettari di acque marine e oltre 600 km di coste.
Quando viene scelta una regione nella quale istituire l'AMP, il criterio principale da tenere in conto è quello di tutelare non solo determinati habitat presenti nella zona, ma anche una buona percentuale di questi habitat rispetto al totale di essi a livello regionale.
La gestione delle AMP è affidata solitamente ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o ambientaliste. In altri casi, l'Ente Gestore è la Capitaneria di Porto, o il Parco Nazionale a cui è affidata la parte terrestre dell'AMP.
Le AMP inoltre, spesso portano alla creazione di attività rivolte al turismo tra le quali possiamo citare la pesca-turismo, le immersioni subacquee guidate, l'ittio-turismo e naturalmente le attività di snorkeling.
STRUTTURA:
Le AMP vengono suddivise in tre zone: A, B e C. Ognuna di esse ha un diverso grado di protezione per una migliore gestione della salvaguardia ambientale.
ZONA A – riserva integrale
E' la zona sottoposta a maggiori vincoli e divieti ed è caratterizzata da una riserva integrale della fauna e dell'ambiente marino. Tale zona è il nucleo vero e proprio della riserva e di norma è vietata anche la navigazione e comunque qualsiasi attività o azione che possa arrecare danno o disturbo interferendo con l'ambiente, ma tuttavia è concesso lo svolgimento di attività di servizio e di ricerca scientifica.
ZONA B – riserva generale
In questa zona sono concesse alcune attività ad uso sostenibile dell'ambiente, ma l'obiettivo è comunque quello di avere il minimo impatto ambientale possibile, questa zona è caratterizzata da una riserva generale e di solito, come nel caso della zona A, non ha un'estensione ampia.
ZONA C – riserva parziale
E' la zona che funge da tampone tra l'area a maggior tutela e i confini dell'AMP. In questa zona gli organismi di controllo regolamentano e autorizzano altre attività che possono essere svolte sempre con l'obiettivo di arrecare il minor impatto ambientale possibile. Solitamente la zona C è quella di maggior estensione rispetto alle prime due.
ALTRE ZONE -
Alcune aree marine protette possono avere al loro interno, oltre alle già citate tre zone A, B e C, anche altre zone denominate ad esempio D per differenziare meglio i gradi di tutela delle varie zone, diversificando al meglio le attività e le restrizioni per ogni singola zona.
SPECCHI ACQUEI ED ALTRE AREE SOTTOPOSTE A VINCOLI E RESTRIZIONI
Oltre alle Aree Marine Protette esistono altre zone marine che sono state sottoposte a tutela e tra queste troviamo le riserve marine, i parchi ed i parchi sommersi di interesse archeologico. Queste zone protette pur avendo strutture organizzative e finalità a volte diverse tra loro, hanno però in comune un'accessibilità parzialmente o totalmente limitata e regolamentata da norme e leggi specifiche create dagli organismi di controllo con la finalità di salvaguardare una determinata zona.. Spesso vengono comunque identificate riserve e parchi come AMP. I confini di alcuni parchi possono comprendere zone molto vaste che vanno dalla terra ferma sino ad estendersi alle coste e quindi ai territori marini.
Quindi stilando una lista di tutte le possibili tipologie di zone sottoposte a tutela ambientale possiamo elencare:
- Aree Marine Protette AMP
- Riserve Marine o Naturali
- Parchi Sommersi ( di natura archeologica o altro)
- Parchi Nazionali
- Parchi Regionali
- Altre zone la cui tutela coinvolge più stati in cooperazione tra loro (es. Santuario dei cetacei)
Due esempi di parchi o riserve non organizzati in AMP, sono l'arcipelago de La Maddalena e l'arcipelago Toscano, i quali comprendono tutte le isole facenti parte del territorio e sono parchi a carattere geomarino.
Una regola sempre valida, sia che vogliate fare una semplice escursione o una battuta di pesca in apnea, è quella di informarsi su dove si vuole andare per verificare che non ci siano restrizioni e divieti che vi farebbero rischiare inutili sanzioni, il sequestro delle vostre attrezzature e spesso anche denunce da parte degli organi di controllo.
Maurizio Melis e Stefano Urracci